COMMUNICATION

Un’idea è una buona idea se quando te ne parlano, quando la vedi concretizzata o ne vieni in contatto, hai una sola espressione: perché non ci ho pensato? Te la senti tua immediatamente, purtroppo era l’idea di qualcun altro!

Oggi le strategie per posizionare un’azienda o un prodotto sono molto allineate. La differenza la fanno da un lato gli investimenti e dall’altro contenuti interessanti ed originali proposti in modo costante nel tempo.
Una terza strada è “osare” qualcosa di nuovo e dirompente, ma per dirlo e farsi sentire si devono spendere molti soldi per fare pubblicità ed essere visibili oppure si deve investire tempo per raccontare storie, fare esempi e suggerire soluzioni. Qui scatta un dubbio!
Se le strategie dei concorrenti sono allineate, lo sforzo per farsi sentire, ascoltare e coinvolgere è oltremodo difficile, ma se invece di parlare di cosa si deve fare, a volte senza dire delle grandi novità, lo si fa? Cosa cambia?
Al posto di teorizzare ad esempio su come “fare comunicazione aziendale”, si prende un’azienda e s’inizia a lavorare, si raccontano gli incontri, le domande, le analisi …
Questo è fare, dimostrare, mettere in pratica, un po’ come dare la ricetta e far vedere come si cucina un piatto!
Se ancora nessuno sta facendo questo, o quantomeno non con questa attenzione, credo si possa attrarre la curiosità.
Ad ognuno l’applicazione al proprio settore.

Tutti parlano ma non sempre capiscono i discorsi degli altri. Se poi ci aggiungiamo che per molti comunicare è uguale a fare pubblicità, la nebbia aumenta.
Ad alti livelli le aziende sono strutturate, hanno personale interno in grado di “fare comunicazione”, persone che lavorano sui contenuti, agli eventi, uffici stampa più o meno organizzati, oppure budget consistenti per assumere agenzie e creativi che si occupano del comunicare.
Questo diventa un grande problema per le aziende medie e piccole dove fino a ieri il “capo” faceva tutto.
Difficilmente ci sono risorse interne “competenti”, magari c’è un venditore che allo stesso tempo fa il marketing o la segretaria che si occupa della comunicazione.
I risultati si vedono ma l’imprenditore ne diventa consapevole solo ed unicamente quando non vende più come prima, perde clienti o succede qualcosa.
I venditori di pubblicità, che spesso sono venditori di spazi, di centimetri posti da qualche parte, non importa dove e non importa se quel dove è a target, diventano la soluzione, la voce che l’azienda ascolta solo quando ha bisogno: «devo vendere di più, se faccio pubblicità è meglio»!
L’alternativa è affidarsi a qualche creativo che bussa alla porta, qualcuno che ha realizzato la bozza di qualcosa di carta, di animato o di virtuale.
Qualcuno che parla di numeri, di dati, di possibilità di emergere. E ancora qualcuno che ha la soluzione, forse la stessa per tutti, per far vendere meglio.
Le domande dell’imprenditore allora diventano: «Che cosa faccio? Chi ascolto? Io non capisco la lingua! Poi che garanzie ho di ottenere dei risultati»?
In questo panorama cerchiamo di raccontare le storie di aziende, di imprenditori, di persone che ogni giorno hanno intuizioni che tante volte hanno fatto nascere grandi progetti.

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